Alleanze Territoriale per la Famiglia

Trevignano, Giavera del Montello, Volpago del Montello, Nervesa della Battaglia

IMPARARE A GUARDARE IL PROPRIO TERRITORIO CON UN PAIO DI OCCHIALI DIVERSI

I Comuni di Trevignano, Volpago del Montello, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia da tempo sono soliti collaborare su diversi ambiti che spaziano dall’organizzazione della stagione culturale, alle politiche giovanili, al tema della parità di genere, piuttosto che alla gestione dei servizi rivolti al cittadino in ambito sociale. Tale collaborazione ha visto anche incontri fra operatori delle diverse realtà territoriali con l’obiettivo di condividere buone prassi in relazione ai servizi progettati e offerti ai cittadini.

Questa modalità operativa si è basata maggiormente su un piano di buona volontà da parte dei singoli attori tecnici, e solo occasionalmente su precisi accordi tecnico-politici territoriali, e anche in questo caso, solo su settori estremamente circoscritti (ad esempio nel caso dell’organizzazione dei soggiorni climatici per anziani).

Il Progetto “Alleanze Territoriali per la Famiglia” ha dato l’opportunità a questi Enti di strutturare la propria Alleanza (fino ad allora in fase embrionale) dandole una connotazione, un nome preciso e pertanto esprimendo una specifica visibilità non solo operativa, ma tecnica, politica e, ciò che più conta, di pensiero.

Nel condividere i passaggi progettuali, noi attori coinvolti abbiamo avuto l’opportunità di rafforzare la rete della collaborazione già in essere, ma soprattutto abbiamo avuto l’opportunità di guardare e leggere la realtà territoriale di appartenenza non solamente circoscritta al proprio ambito comunale, ma in funzione delle realtà territoriali adiacenti alla nostra, con l’obiettivo finale di rendere omogenee il più possibile le risposte alle famiglie in termini di servizi.

E’ stato come imparare a guardare il proprio territorio con un paio di occhiali diversi e scoprire caratteristiche che prima singolarmente non riuscivamo a vedere: sia in termini di analisi dei bisogni, ma soprattutto in termini di analisi delle risorse, che nel contesto attuale di Welfare, e nella prospettiva di un suo graduale cambiamento, può e deve fare la differenza.

Al di là delle concrete azioni messe in atto per rispondere alle esigenze delle famiglie (il dopo scuola, piuttosto che l’estensione del centro estivo in periodi normalmente non coperti..), ciò che più è rilevante è che il progetto delle Alleanze ha indotto noi operatori a leggere il bisogno della comunità (che fosse espresso o meno) in maniera più complessa, costringendoci, per modo di dire, a mettere a confronto le idee, i pensieri e le competenze di ognuno prima ancora di fare e di progettare servizi comuni.

Il progetto ci ha permesso di mettere in pratica in modo concreto il lavoro di rete (di cui tanto si parla in via teorica), a partire da noi stessi operatori per poi ampliarlo agli altri soggetti della nostra stessa organizzazione prima (ad esempio la parte politica) e del territorio poi, riscoprendo prima ancora del risultato finale, la necessità, e la grande potenzialità, della relazione a tutti i livelli.

Abbiamo imparato come la relazione costituisce la differenza tra operare per il territorio e lavorare con il territorio per un maggiore benessere della comunità di appartenenza, dove il territorio, attraverso le proprie organizzazioni, spontanee piuttosto che formalizzate, diventa soggetto attivo nel promuovere il proprio benessere.

Ecco allora che il “tavolo di lavoro”, piuttosto che “l’Ufficio delle Alleanze Territoriali” diventa un luogo di condivisione che va al di là e oltre lo spazio fisico: diventa condivisione della lettura del bisogno, condivisione del percorso progettuale, condivisione dei risultati attesi.. ma anche condivisione delle criticità e dei fallimenti.. in un contesto di corresponsabilità, dove il risultato di una buona risposta al cittadino, così come di un fallimento, diventa merito/responsabilità della rete nel suo complesso. Rete che non comprende solo l’attore pubblico, ma in cui l’attore pubblico è solo uno dei nodi, insieme alle persone, alle famiglie, alle società sportive, alle cooperative, ai gruppi parrocchiali e a tutte le svariate forme del vivere sociale.

In un contesto lavorativo nel quale ci viene chiesto sempre più di “fare”, prima ancora che di “pensare”, “analizzare”, “contestualizzare”, salvo poi aspettarsi una competenza sempre più articolata e specialistica nella risoluzione dei problemi posti a qualsiasi livello da parte della comunità nella quale lavoriamo, il progetto delle Alleanze ci ha regalato il privilegio di riscoprire l’importanza di imparare a leggere i cambiamenti della società della quale facciamo parte come persone, prima ancora di esserne gli operatori di riferimento.. ognuno con il bagaglio delle proprie competenze.