Il Comune di Verona – Unità Organizzativa Cultura delle Differenze Pari Opportunità dell’Area Servizi Sociali – ha presentato la propria candidatura al progetto regionale Alleanze per la Famiglia, col ruolo di Capofila dell’Alleanza, insieme a quattro partner:

  • CUG Comitato Unico di Garanzia dell’Università degli Studi di Verona;
  • CUG Comitato Unico di Garanzia Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata;
  • Azienda ULSS 20 Coordinamento Consultori;
  • T2I Trasferimento Tecnologico d’Innovazione s.c.a.r.l. (ex Verona Innovazione della Camera di Commercio).

I Partner sono stati individuati tra i soggetti che hanno con il Comune capofila continuità di rapporti istituzionali, grazie a precedenti percorsi condivisi.

Il progetto si avvale della collaborazione di due soggetti del terzo settore: Aribandus Coop. Sociale e Le Fate Onlus, realtà selezionate per l’attuazione delle diverse azioni.

 

DESTINATARI

Il progetto intende coinvolgere famiglie, aziende, cooperative, associazioni del Comune di Verona e territorio dell’ULSS 20 (36 comuni compreso Verona). Ai partner che aderiscono al progetto è stato chiesto anche di partecipare al corso formativo per “Manager delle Alleanze per la Famiglia”, per creare una cultura comune anche nei ruoli cosiddetti “di regia”.

 

OBIETTIVI PROGETTO

A livello comunale sono già presenti iniziative rivolte alle famiglie in diversi settori, prevalentemente presso l’Istruzione, il Turismo Sociale, la Cultura, i Servizi Sociali.
Gli obiettivi dell’Alleanza Territoriale per la Famiglia di Verona  si snodano in diversi filoni di attività:

  • mappatura del sistema di offerta dei servizi di conciliazione rivolti alla famiglia:    raccolta di buone pratiche attinenti la conciliazione vita-lavoro, presso enti pubblici, terzo settore e aziende del territorio, che si concretizzerà in un opuscolo divulgativo, nell’intento di creare una cultura diffusa sul tema della conciliazione; creazione di altri materiali informativi d’ausilio nella divulgazione presso le aziende; attivazione di un canale social di supporto alla rete degli operatori; presentazione dei risultati delle attività descritte in un seminario finale aperto al pubblico (a cura di Aribandus);
  • attivazione di iniziative formative e informative in tema di conciliazione rivolte ad amministratori, operatori del settore, (a cura di T2I partner di progetto);
  • servizi di cura a supporto della conciliazione e di post-scuola, rivolti a bambini ed adolescenti, a sostegno delle necessità educativo-assistenziali delle famiglie: interventi su coppie genitore-bambino (fino a 10 anni circa), parte in attività di conciliazione, a supporto di mamme frequentanti corsi di italiano con relativo baby-sitting, parte in attività di laboratorio artigianale e scambio di saperi tra famiglie, con momenti di animazione per i bambini; attività di post-scuola a supporto delle famiglie di bambini dai 3 ai 10 anni, mettendo in relazione alcune famiglie utenti con altre famiglie ospitanti, che possano garantire le necessità di cura e accompagnamento alle attività localizzate sul territorio (ricreative, sportive, etc.) dei figli di genitori-lavoratori oltre l’orario scolastico; interventi con adolescenti in attività di post-scuola, di sostegno e di motivazione allo studio (a cura di Assoc. Le Fate);
  • sperimentazione di progetti di prossimità locale – servizi “salva tempo” e di azioni di conciliazione per giovani:  sperimentazione e/o sostegno, su almeno due quartieri cittadini, di reti solidaristiche come l’avvio di social street, il ripristino di rapporti di buon vicinato, l’attivazione di buone pratiche di reciprocità (anche indiretta) tra vicini, come promozione di nuovi modelli di supporto per la famiglia; promozione di almeno due “servizi salvatempo” relativi a necessità di conciliazione familiare (es.: servizi tuttofare, servizio di pagamento bollette, servizi di recapito/ritiro vari), con particolare attenzione all’orientamento sulle possibilità offerte dal territorio rivolte a giovani coppie/famiglie, che hanno scarse reti familiari o amicali di supporto (a cura di Assoc. Le Fate).

 

RISULTATI ATTESI

I percorsi formativi mirati, sia quello per Manager delle Alleanze, che il “percorso conciliazione”, seguiti da referenti individuati dai soggetti partner e altri soggetti locali, si collocano nell’ottica trasversale del coordinamento interno e della ricaduta formativa dai responsabili ai loro collaboratori. Inoltre il progetto persegue l’obiettivo di creare anche una rete di soggetti che possano reciprocamente coinvolgersi in scambio di informazioni e formazioni reciproche sui servizi offerti alle famiglie.

Per rilevare i risultati dei servizi e della sperimentazione si intende verificare il conseguimento degli obiettivi con questionari e/o focus group, e interviste a testimoni privilegiati rappresentativi del target raggiunto.

In fase conclusiva il progetto si propone anche di raggiungere e stipulare un Accordo Volontario tra tutte le parti intervenute, (Comune/i proponente/i e soggetti partner), nel quale saranno individuate le finalità e gli obiettivi dell’Alleanza per la famiglia, specificati gli ambiti di intervento, esplicitati gli impegni comuni a tutte le organizzazioni proponenti l’Alleanza per la famiglia e gli impegni specifici delle singole organizzazioni aderenti, definite la durata e le modalità operative di funzionamento dell’Alleanza per la famiglia (es. gruppi di lavoro, …). L’Accordo Volontario viene inteso non come un traguardo, ma come passo iniziale per coinvolgere gradualmente nuovi soggetti del territorio intorno al focus famiglia, di modo da superare il limite annuale della progettualità sostenuta dalla Regione.